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Recensione film Maria Regina di Scozia di Josie Rourke

Nel corso degli anni sono state fatte numerose trasposizioni sulla vicenda tra Maria Stuarda e Elisabetta I , l’ultima delle quali è stata Maria regina di Scozia (Mary Queen of Scots) di Josie Rourke, che sfortunatamente ho potuto recuperare solo da poco. Il film rivede le vicende tra la regina Elisabetta I e la cugina Maria Stuarda attraverso il punto di vista di quest’ultima, che qui è la protagonista. Come ho detto prima, le vicende sono state trattate più volte ma sono saltate nell’occhio e maggiormente usate come temi di film, serie tv e miniserie solo a partire dall’uscita di Elizabeth nel 1998. Da quel momento in poi c’è stato il boom delle rivisitazioni, alcune delle quali hanno pure vinto o sono state candidate a numerosi Oscar. Mentre Elizabeth e il sequel si incentrano maggiormente sulla figura di Elisabetta I e romanzano un po’ gli avvenimenti, Maria regina di Scozia pone la cugina al centro della vicenda, mostrando non solo la sua prospettiva ma quella stessa dello spettatore, il quale ritiene ingiusto ciò che le è accaduto.

Mary Stuart (il nome in lingua originale di Maria Stuarda), infatti, sin da giovane, è sempre stata il burattino di molti uomini che, assieme alla cugina, hanno scelto il suo triste destino. Sposata a sedici anni, vedova a diciotto, madre troppo presto e vittima di continui tradimenti e macchinazioni, Mary Stuart diventa l’emblema della forza e della femminilità. Femminilità non nel senso di eleganza o determinate caratteristiche fisiche, ma di coraggio, spirito e capacità di rimanere se stessi nonostante tutto. Naturalmente anche Mary Stuart non sarà stata uno stinco di santo, ma in tempi in cui l’essere donna, anche se Regina, significava essere una marionetta degli uomini che la circondavano, lei si è dimostrata coerente con se stessa e con i suoi ideali. Alla fine, però, sempre gli uomini, dopo averle rovinato la vita, le hanno portato la morte, il tutto mentre la cugina, pur di mantenere la sua posizione, in realtà fragile, assiste e la impedisce.

Anche Elisabetta I, infatti, qui viene vista come vittima di una società patriarcale in cui o si abbandona il proprio essere donna (the Virgin Queen) o si diventa un pupazzo alla mercè degli uomini. Di fatto, però, nonostante lei abbia rinunciato a tutto ciò che la definiva per immolarsi al suo regno, sempre degli uomini prendevano decisioni.

Saoirse Ronan per quanto mi riguarda potrebbe interpretare un televisore e essere comunque bravissima. Anche stavolta, infatti, si è rivelata all’altezza del ruolo affidatale, cosa valida anche per il cui poco riconoscibile David Tennant, Joe Alwyn e Guy Pearce. Pure Margot Robbie, nel breve tempo in cui la si è vista, è stata molto in gamba.
I costumi e il trucco invece sono veramente stupendi e tutto sembra abbastanza storicamente accurato.

Ho trovato questa trasposizione migliore di quella di Elizabeth e Elizabeth: The Golden Age di Shekhar Kapur, per i miei gusti un po’ troppo romanzate. Anche questa magari non sarà storicamente accurata al 100% ma mostra la vicenda sotto una prospettiva nuova e moderna, rivelandosi più piacevole per quanto drammatico e un po’ pesante in alcune scene.

CONTENUTO:3
PIACEVOLEZZA:3
SCORREVOLEZZA:2.5/3
RECITAZIONE:4
ORIGINALITA’ DEL CONTENUTO:2
VOTO MEDIO:3
-Jade

Potete vedere il film su Amazon Prime Video.

FILM DA OSCAR:
Agli Oscar 2019 è stato candidato per i Migliori costumi e Miglior trucco e acconciatura.

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